Storia della Finlandia
Occupazione svedese
Le vicende storiche di Finlandia e Svezia corsero parallele dal XIV al XIX secolo. Sotto il dominio svedese, ai Finlandesi furono riconosciuti gli stessi diritti civili e furono imposti gli stessi obblighi fiscali degli altri sudditi del regno e, a partire dal 1362, ai rappresentanti della Finlandia fu concesso il diritto di voto al parlamento di Stoccolma per l'elezione del re di Svezia. In territorio finlandese furono costruiti, con funzione difensiva, numerosi castelli che avrebbero svolto anche il ruolo di centri amministrativi per le contee (linnanlääni). La cittadina di Turku (Åbo), che per secoli sarebbe stata la capitale politica e religiosa della Finlandia, fu fondata già nel XIII secolo e divenne poco dopo sede vescovile.
Nel periodo compreso tra l'inizio del Seicento e i primi anni del Settecento, quando la Svezia dominava l'intera regione baltica, il confine orientale della Finlandia si estese sempre più verso est. Alla Finlandia, che in tal modo vedeva il proprio territorio espandersi rapidamente, fu però imposto il peso degli oneri militari, a causa della funzione di cuscinetto tra Svezia e Russia. A questo forte condizionamento si aggiunse, alla fine del XVII secolo, il disastro di una terribile carestia che portò alla morte per fame e malattia un terzo della popolazione finlandese.
L'espansione e il rafforzamento della Svezia rappresentarono per la Finlandia un'arma a doppio taglio. Da un lato garantiva sicurezza e protezione a un Paese che non avrebbe mai potuto reggere a eventuali aggressioni da parte della Russia. Dall'altro rappresentava agli occhi dei vicini Russi una provocazione alla quale essi avrebbero prima o poi dovuto reagire, a scapito degli interessi finlandesi. Sul fronte interno occorre rilevare la progressiva «svedizzazione» della Finlandia, un fenomeno di ampia portata culturale che si rese evidente soprattutto attraverso la diffusione della lingua svedese: tutti gli alti uffici amministrativi e giudiziari erano affidati a svedesi, e la lingua parlata dai funzionari divenne la lingua dello Stato.
L'ascesa al trono di Svezia di Gustav Vasa portò al rafforzamento dell'unione con la Finlandia come esito di una politica che avrebbe visto nei secoli successivi i due Paesi dominare il Baltico. Sotto Gustav Vasa la Riforma protestante venne estese alla società finlandese. Dopo la morte di re Gustav, nel 1560, scoppiò una lotta tra i suoi figli, Erik XIV re di Svezia e Giovanni duca di Finlandia. Giovanni fu inizialmente sconfitto, ma quando, nel 1568, divenne re di Svezia, si ricordò dei servigi della nobiltà finlandese accordando a questa grandi privilegi. Come conseguenza, la nobiltà cominciò a opprimere la classe contadina, provocando nel 1596 la cosiddetta «guerra dei randelli». I contadini furono però domati e quando nel 1599 Carlo, fratello di Giovanni, divenne re, la nobiltà finlandese fu anch'essa riportata sotto il controllo della Corona e seguì il destino della nobiltà svedese.